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  • Immagine del redattoreValentino Pavan

Italia, allerta!



Che spavento!

Improvvisamente mercoledì 21 settembre, verso le 12:00 il mio cellulare ha iniziato a squillare in un modo strano e molto allarmante ed ho ricevuto un messaggio altrettanto strano.


In quel momento ero a Treviso, regione Veneto, ma qualche giorno prima, il 12 settembre sempre alle ore 12:00 circa, mentre ero a Trieste in Friuli Venezia Giulia, avevo già ricevuto lo stesso messaggio e il mio cellulare aveva già squillato in modo allarmante.


Sono stato oggetto, due volte, del test di funzionamento dell’ormai conosciuto sistema nazionale di allarme pubblico “IT-Alert”, utile per avvisare in modo istantaneo quanti più cittadini possibili localizzati fisicamente (o almeno il loro cellulare) in una determinata area, rispetto a gravi eventi di emergenza, quali:

  • maremoto generato da un sisma;

  • collasso di una grande diga;

  • attività vulcanica, relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli;

  • incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica;

  • incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (Direttiva Seveso) praticamene in caso di rischio connesso a sostanze pericolose;

  • precipitazioni intense.

Il sistema prevede l’invio di un messaggio a tutti i cellulari/smartphone presenti in un’area interessata da una grave emergenza o da un evento catastrofico imminente o in corso e serve per ridurre il più possibile il rischio per le persone potenzialmente coinvolte nel pericolo.

Quando si riceve il messaggio, il telefono emette un suono particolare (quello allarmante che abbiamo sentito durante il test) e viene contestualmente bloccato nelle sue funzionalità finché non si visualizza il messaggio ricevuto e si clicca su “ok” a conferma di averlo ricevuto, nel tentativo di obbligare il ricevente a prestare la massima attenzione al messaggio.


Ma come funziona?

È un sistema che non si basa sulla connettività internet bensì sulla tecnologia “Cell Broadcast” che è una modalità di invio unidirezionale e generalizzato di brevi messaggi di testo prevista nelle attuali reti di telefonia cellulare.

La messaggistica “Cell Broadcast” è una funzionalità della tecnologia mobile che fa parte degli standard 2G, 3G, 4G LTE e 5G e consente l’invio di brevi messaggi con la logica di “uno-a-molti”, con un target geografico e geo-recintato (perimetro virtuale di un’area geografica reale).


Questo sistema funziona solo se il nostro cellulare è acceso e sotto copertura telefonica (se è in modalità aereo, ma collegato ad una rete wifi, il messaggio non viene ricevuto) e non può venirne inibita la ricezione. Non è vero che si può disabilitare la ricezione dei messaggi di “IT-Alert” in quanto il sistema, in caso di evento grave, comunque supera tutte le limitazioni e consegna il messaggio al destinatario presente nella zona a rischio.


Praticamente, il sistema invia un messaggio a tutti i cellulari connessi alla rete telefonica in una determinata area e l’avviso di ricezione del messaggio ha un suono specifico per poter essere riconosciuto rispetto agli altri che si ricevono abitualmente. Si tratta di messaggi a “senso unico” ai quali non si può rispondere e che si ricevono, in caso di necessità, in funzione della localizzazione della cella telefonica alla quale siamo collegati e non al nostro numero di cellulare, infatti, il sistema non sa a chi invia i messaggi né riceve informazioni di ritorno su chi li ha ricevuti.

È per questo motivo che io sono stato oggetto del test due volte, perché ero nelle aree del test mentre veniva eseguito e non perché il sistema volesse essere sicuro che io avessi capito come funzionava … Il sistema “IT-Alert” non sa che il mio cellulare ha ricevuto la segnalazione d’allarme.


Ecco allora che possiamo stare tutti tranquilli sul fatto che “IT-Alert” non è parte di un sistema di controllo delle persone, non serve per geolocalizzarci e per sapere in ogni momento dove siamo, nessuno ci spia e nessuno ci ruba dati (questo lo fanno già molto bene altre applicazioni come WhatsApp, Google, Facebook, Instagram, TikTok, …), ma serve solo per provare a evitarci dei guai se non addirittura salvarci la vita, senza in nessun modo violare la nostra privacy. A conferma di questo, anche il nostro solerte Garante per la Protezione dei Dati Personali c.d. “Garante delle Privacy”, ha controllato il funzionamento del sistema ed ha confermato che in nessun modo c’è trasmissione dei dati degli utilizzatori tramite i cellulari che ricevono la segnalazione.


Quindi possiamo stare tranquilli che questo è un sistema moderno efficiente ed efficace per favorire l’informazione tempestiva mirata a proteggere tutti i cittadini.

Evviva IT-Alert, evviva l’Italia.


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