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I biscotti di Natale, quelli amari …

Aggiornamento: 20 apr





Alcune ricerche hanno evidenziato che durante il periodo natalizio statisticamente aumentano del 30% gli attacchi ransomware. Possiamo tranquillamente dire che all’approssimarsi delle feste è importante non abbassare la guardia e fare molta attenzione alle email che si ricevono. Ma di questo ne abbiamo già parlato in un articolo precedente. Merita comunque ricordarlo.


Ma c’è anche un'altra cosa importante da ricordare mentre si naviga su internet magari di fretta alla ricerca dell’ultimo regalo.


È noto ormai come, ogni qualvolta si acceda ad un sito internet, si utilizzi un motore di ricerca o si effettui una' operazione bancaria, resti traccia del nostro passaggio digitale; tante piccole briciole che compongono le abitudini, i gusti, i dettagli personali del singolo utente. Ciò è dovuto al fatto che uno dei modi più comuni per raccogliere e condividere i dati personali online è rappresentato dai cookie dei siti internet.


Ma cosa sono i cookie? Tecnicamente sono piccoli file di testo necessari all’operatività del sito internet visitato e sono necessari affinché il sito web che li ha installati possa ottenere le informazioni necessarie per consentire all’utente di avere la migliore esperienza possibile nel navigare un sito web; se mi passate l’esempio, sono i “vetrinisti” e gli “arredatori” del negozio classico. I cookie non sono quindi pericolosi, senza di essi un sito web potrebbe non essere visualizzato correttamente oppure non essere funzionale (pensiamo ad esempio ai cookie che contengono i dati relativi al login, necessari per accedere al nostro account email).


I cookie, tuttavia, hanno avuto uno sviluppo molto importante ed oltre a quelli necessari, appena citati, ne sono stati inventati degli altri, ad esempio per finalità di marketing, che registrano le preferenze e le nostre azioni sul web per selezionare il target esatto a per mostrarci un determinato banner pubblicitario, oppure, peggio ancora carpire come la pensiamo su alcuni argomenti per proporci solo contenuti (politici, filosofici, sociali, ecc…) che ci danno ragione, creando intorno a noi un modo virtuale esattamente come piace a noi, ma evidentemente non realistico.


Su questi ultimi cookie, non necessari per la normale navigazione interna e la visualizzazione dei siti che volontariamente cerchiamo, ci viene in aiuto il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati, comunemente conosciuto con l’acronimo “GDPR”. Esso attribuisce la responsabilità ai proprietari e agli operatori dei siti web di assicurarsi la conformità alla legge della raccolta e del successivo trattamento dei dati personali degli utenti acquisiti durante la navigazione web, in particolare prevedendo che tutte le informazioni derivanti dalla tracciatura del profilo di un utente possano essere utilizzate solo se tale utente ne ha espressamente autorizzato l’impiego.


La conformità al GDPR per quanto riguarda i cookie viene in genere raggiunta grazie ai cookie banner, i quali permettono agli utenti, quando visitano un sito, di selezionare e accettare l'attivazione di determinati cookie piuttosto che altri.


Esempio di cookie banner corretto.


Il Garante della Privacy (Autorità di regolamentazione e di controllo in ambito della privacy) ha quindi stabilito che proprio per i cookie di profilazione, ed in generale quelli di terze parti, sia necessario il consenso dell’utente e che il titolare del sito debba inserire un sistema che sia in grado di bloccare questi cookie prima che il visitatore presti il suo consenso a trasmetterli.


Esempio di cookie banner non corretto: Il consenso preventivo ed esplicito deve essere ottenuto prima di qualsiasi attivazione dei cookie (ad eccezione dei cookie necessari, inseriti nella whitelist).


Il banner informativo sull’utilizzo dei cookie deve rispettare necessariamente alcune prerogative: l'utente deve poter attivare anche solo alcuni cookie, il consenso deve essere prestato liberamente e deve poter essere revocato altrettanto facilmente, il consenso deve essere rinnovato annualmente.


Quindi, ricordiamoci che mentre navighiamo tra i siti web, dobbiamo essere noi a decidere se vogliamo che un sito web ci tracci attivando i cookie di preferenze, marketing o statistica, e se un sito non ci permette di farlo, siamo autorizzati a pensare male di quel sito web e di chi l’ha creato dato che molto probabilmente proverà ad usare le informazioni su di noi, ottenute illegalmente, per proporci pubblicità sgradite o peggio ancora per venderle (e guadagnarci un bel po’ di soldi) a qualche altra azienda che poi proverà a venderci un prodotto o un' ideologia non richiesta.


Per informazioni potete contattarci:

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