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13, 14, 18 le età per la consapevolezza digitale



È doveroso ricordare che, sotto i 13 anni, l’accesso alle piattaforme social network come Tik-Tok, Facebook, Instagram, è completamente interdetto, mentre tra i 13 e i 14 anni compiuti, per l’accesso serve un consenso genitoriale (con relativa presa di responsabilità genitoriale, anche legale, per possibili abusi che vengano perpetrati durante l’uso), mentre tra i 14 e i 18 anni l’accesso è consentito, ma dovrebbe essere calibrato nell’accesso ai contenuti adatti all’età dei ragazzi utilizzatori delle piattaforme.


E qui si presenta il problema più difficile da risolvere, che consiste nell'accertamento dell'età, elemento cruciale soprattutto per come lavorano gli operatori della società dell'informazione, quando offrono i propri servizi a minori di età.

Sulla carta l'attenzione e le premure verso i minori, per definizione più vulnerabili e raggirabili degli adulti, dovrebbero essere usate doviziosamente, mentre, quanto risulta dalla fotografia scattata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali, nell'ambito dei social network si assiste a un increscioso e perdurante lassismo.


Questo porta al rischio concreto, azzardo a dire anche la certezza matematica, che i nostri figli più giovani e gli adolescenti siano, da un lato, etichettati e schedati nei comportamenti, nelle preferenze e abitudini e, dall'altro lato, siano mitragliati da sventagliate di messaggi dalle mire persuasive capaci di piegare la personalità del ragazzo in crescita.


Tutto ciò accade perché si vuol delegare alle macchine il compito di “scoprire” l'età per l'accesso a certi contenuti, ma i social networks non sono portati a separare, tra gli utenti della rete sociale, quelli che hanno raggiunto la maggiore età e da ciò deriva che la pubblicità e le notizie non vengono chirurgicamente mirate, ma può coinvolgere i minori, addirittura i ragazzini, sia nella raccolta di informazioni elaborate sia nella spedizione di messaggi.


Anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali (www.gpdp.it) ha lanciato un duro monito nel quale afferma che i social network sono a rischio illegittimità per come trattano i dati degli utilizzatori minorenni.


Insisto nel ricordare ai genitori che i contenuti diffusi tramite il web e i social network devono essere gestiti e bisogna istruire gli utilizzatori, soprattutto i più giovani, sul loro funzionamento mettendo in risalto i rischi che si corrono.

Ricordiamoci che i social networks sono stati inventati per “fare soldi” e quindi lo scopo dei contenuti che ci vengono proposti è mirato a venderci e convincerci di qualcosa e lo fanno in modo subdolo. Quindi bisogna essere prudenti e non fidarsi troppo!


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